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pendoli

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E’ davvero troppo facile pensare di voler cambiare qualcosa perché è figo non essere più come prima. Devi lavorare prima di tutto su di te, devi cercare di individuare i pendoli e perlomeno sentirli e riconoscerli (se non sai cosa sono clicca qui).
Affossarli o estinguerli è già tanto.

Il punto è che devi calmare i pendoli, non farti agganciare da loro e così riuscirai a sentire la tua anima. Lei è quella da ascoltare!

Siamo bombardati dalla matrix di essere in un determinato modo, “non andiamo bene così, sei sfigato se fai quello invece di questo, compra quello perché è cosi ecc.”
Quindi abbiamo dei pendoli dentro di noi anche purtroppo, pendoli che non ci appartengono.
Esempio: Tu penserai di essere giusto trovare un lavoro fisso, sposarti ed avere una famiglia.
Ecco qui il pendolo società ti aggancia alla grande!
Il tuo desiderio sarà soggettato dalla matrix perché vorrai un lavoro fisso e pensi che sia giusto così.

La tua anima dov’è? Lei vuole cantare! Devi trovare un lavoro che ti piaccia, che anche se NESSUNO TI PAGA TU LO FAI LO STESSO PERCHE’ DENTRO DI TE C’E’ IL FUOCO DELLA PASSIONE E NON PUOI FARNE A MENO.

Ma se trovi qualcosa che ti faccia provare questo credi davvero che non ci sia nessuno a pagarti?

Ora per tornare a noi, devi sentire la tua anima quello che ti dice.
Nei prossimi post ti spiegherò come fare e cosa dice il Transurfing, non preoccuparti.

Pensa solo adesso ad individuare i pendoli e capire che sono cose che non provengono da te

L’energia mentale è materiale, ed essa non scompare senza lasciare traccia. Quando dei gruppi di persone cominciano a pensare in una stessa direzione, le loro “onde mentali” si sovrappongono e nell’oceano di energia si creano delle strutture energetiche d’informazione invisibili ma reali: i pendoli. Queste strutture cominciano a svilupparsi in modo autonomo e a sottomettere le persone alle loro leggi. Una persona, capitata sotto l’influenza di un pendolo distruttivo, perde la libertà ed è costretta a diventare un ingranaggio di un grande meccanismo.

Il pendolo “oscilla” con tanto più vigore quanto maggiore è il numero di persone — sostenitori — che lo nutre della sua energia. Per esempio, ci si può spingere in altalena solo applicando delle spinte di una determinata frequenza. Questa frequenza si chiama risonanza. Se la quantità di sostenitori del pendolo diminuisce, le sue oscillazioni si smorzano. Quando non rimangono più sostenitori, il pendolo si ferma e, come entità, muore.

Per estrarre da una persona la sua energia, i pendoli si afferrano ai suoi sentimenti e alle sue reazioni: insoddisfazione, indignazione, odio, irritazione, ansia, agitazione, abbattimento, sgomento, disperazione, panico, compassione, attaccamento, ammirazione, commozione, idealizzazione, venerazione, entusiasmo, delusione, orgoglio, boria, disprezzo, ripugnanza, offesa, senso del dovere, senso di colpa, eccetera.

Il pericolo maggiore per una persona che si è lasciata influenzare da un pendolo distruttivo sta nel fatto che quest’ultimo allontana la sua vittima dalle linee della vita dove essa può trovare la sua fortuna. Occorre liberarsi dai fini imposti, lottando per i quali l’uomo si allontana sempre di più dal suo cammino.

Il pendolo, nella sua sostanza, è un “egregor”, ma questa definizione non è pienamente esauriente. Il concetto di “egregor” non riflette l’intero spettro delle sfumature delle relazioni che intercorrono tra l’uomo e dette entità energetiche d’informazione.

C’è solo un momento in cui esisti e quel momento è il tempo presente.